Mini guida per fare un risotto perfetto

Devo ammetterlo: la passione per i risotti è cosa abbastanza recente per me, grande amante della pasta in tutte le sue forme.

Però da un pò di tempo a questa parte, il risotto ha cominciato ad affascinarmi e a sorprendermi per la varietà di abbinamenti che si possono fare, dando così libero sfogo alla creatività!

Ma come si fa un risotto perfetto?

Ho redatto una mini guida per aiutarvi a realizzare un risotto a regola d’arte!

Le regole d’oro (in ordine cronologico)

La scelta del riso

Grano_del_Arroz_Carnaroli

Può essere scontato ma non tutti i tipi di riso vanno bene per fare un buon risotto: occorre scegliere una tipologia di qualità come l’Arborio o il Carnaroli sono le varietà più diffuse ma è ottimo anche il Vialone nano.

Ovviamente, se ne avete la possibilità, rifornitevi da produttori locali: il riso sarà meno raffinato, più genuino e decisamente più buono. Come riconoscerli? Conservano il riso in sacchi di tela!

Ricordatevi poi, che a differenza di alcune varietà di riso asiatico come il basmati, il nostro riso non va mai lavato: altrimenti perde compattezza ed è facile che si sfaldi durante la cottura, garantendo un effetto “pastone” tutt’altro che piacevole.

La magia del soffritto

Basic ingredients for a lot of mediterranean gourmet recipes.

Il soffritto non è un elemento da sottovalutare: ovviamente i componenti cambiano in base alla ricetta.

Il soffritto di cipolla è la base di ogni risotto che si rispetti: la cipolla deve “sudare” e diventare trasparente e perchè no, leggermente dorata.

La cosa veramente importante è che lo sminuzzamento sia fatto al coltello e deve essere finissimo: la cipolla deve come sciogliersi nel risotto e non si deve sentire sotto ai denti.

La tostatura

tostatura-riso

Finito di soffriggere la cipolla potete iniziare la tostatura del riso.

Unite il riso al soffritto, alzate la fiamma e fatelo tostare per circa 40 secondi/ 1 minuto fino a quando non sentirete il riso fare l’inconfondibile rumore dell’attrito con i bordi della pentola. Fate però molta attenzione a  non bruciare il soffritto!

Perchè fare la tostatura? Serve a scaldare il riso e a dilatarne i pori. Solo alla fine sfumate con il vino.

Il brodo e la cottura

vegetable-broth-1-of-1-1

Nel frattempo preparate il brodo vegetale (ma si può utilizzare anche quello di carne o di pesce in base al tipo di risotto) utilizzando una carota, una cipolla e del sedano. Ovviamente non sono una che demonizza quello fatto con dado, a patto che sia biologico!

La cosa fondamentale da sapere sul brodo è che deve restare sempre in ebollizione, molto caldo e neutro, cioè mai salato.

Non esiste una regola per sapere quanto e quando va aggiunto al riso: vi accorgerete subito quando riso lo chiede: si asciuga e non è più fluido.

E i tempi? Anche in questo caso non esiste una vera e propria regola: indicativamente varia tra i 18 e 20 minuti ma dipende dal tipo di riso e dai vostri gusti. La cosa importante è non lasciarlo mai andare da solo: assaggiate spesso e controllate la cottura.

Mescolare o no?

Agrodolce

C’è chi dice di toccare meno possibile il riso, chi invece afferma che non bisogna mai smettere.

La verità sta nel mezzo: è vero che occorre mescolare con regolarità per tutta la durata di cottura, per far rilasciare l’amido nel modo corretto ed evitare che i chicchi si incollino alla padella ma è anche vero che non stiamo preparando la polenta!

Come dicono molti chef, mescolare il riso è come corteggiare: un lavoro che fa fatto con costanza ma anche con delicatezza, un tocco leggero che serva a far rilasciare l’amido senza strapazzare il riso.

Quando aggiungere gli altri ingredienti

risotto-asparagi-01-1140x760

Aggiungiamo gli ingredienti che vogliamo da metà cottura in avanti, dopo cinque o sei minuti.

La parte acida rallenta la cottura, creme e passate di verdure la accelerano perché s’inseriscono nel chicco.

Il modo migliore per capire se il risotto è pronto, è assaggiare. Non c’è altro metodo.

La mantecatura

20140219_143911

Questo è un altro dei passaggi più importanti del risotto: quello che lo rende cremoso e avvolgente.

Una volta cotto si lascia riposare per trenta secondi fuori dal fuoco, per far rilassare gli amidi.

Poi si manteca con burro – freddo da frigo, così sfruttiamo la parte grassa e non quella liquida – e formaggio, oppure semplice parmigiano grattugiato.

In pratica la mantecatura riesce quando l’apporto di parte liquida e solida hanno il giusto equilibrio: se c’è troppo brodo o poco brodo non riesce. Per quello si interrompe la cottura e si lascia riposare.

3 commenti

  1. Cucino spesso Carnaroli. Sistemi giusti, uso vino buono,ma non manteco abbastanza con burro che leggo freddo.Grazie ora provo. Marisa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *