Come creare la magia del Natale in casa

Come creare la magia del Natale in casa

Ogni anno il momento arriva sempre prima: passato Halloween e finita l’ebrezza cromatica di ottobre, il mio mese del cuore, ecco che inizia la trepidazione per le decorazioni natalizie.

Essendo un’americana mancata (questo ormai è palese), che potrebbe vivere tranquillamente a Dyker Hights, a Brooklyn, il quartiere di New York dove si svenano per gareggiare nella corsa al giardino più decorato della zona, tento da anni di allinearmi con il Giorno del Ringraziamento, momento dal quale iniziano ufficialmente gli addobbi in America.

Ogni anno anticipo di un pochino: perché affannarsi a costruire, realizzare, addobbare tutta casa per poi godersela per così pochi giorni? E chi lo ha detto che l’Immacolata sia un punto di riferimento? Ma soprattutto, perché negarsi la possibilità di vivere la magia del Natale più a lungo?

Il mese che precede il Natale mi carica di tantissimo entusiasmo e alle numerose tradizioni che mi porto dalla mia infanzia e a quelle acquisite con la mia nuova famiglia, ogni anno aggiungo un pezzetto.

A differenza delle indicazioni di Maria Montessori, credo che la “bugia” relativa a Babbo Natale non sia affatto controproducente: penso invece che sia un dolcissimo modo per regalare ai nostri figli la capacità di sognare, di emozionarsi, di vivere una favola, di cullarsi nella fantasia. Il tempo per il realismo sarà fin troppo presente nella loro vita futura. Io voglio farlo sognare a occhi aperti come io stessa ho fatto da piccola.

Sono poi cresciuta disillusa? Affatto. Cinica? Macché, anzi, mi è rimasta nel cuore questa propensione alla gioia, alla serenità e alla fantasia che ancora oggi caratterizzano il mio modo di approcciarmi alla vita quotidiana. Il saper gioire per le piccole cose e la capacità di stupirmi.

 

Le decorazioni

Le decorazioni sono per me un elemento fondamentale: soprattutto nella parte centrale della casa, nel suo cuore pulsante, ovvero soggiorno e cucina (che in casa nostra sono un unico ambiente), cerco sempre di creare non uno solo, ma molteplici punti di luci e addobbi, che io chiamo Angoli Magici.

Nel corso degli anni sono arrivata a crearne circa 7, escluso l’angolo dell’Albero, del Calendario dell’Avvento e del Villaggio di Natale (con questi arriviamo 11).

La finestra magica

La stella svedese dell’avvento

I 2 centro tavola

Le lanterne

La porta

L’angolo di Babbo Natale

L’angolo delle Elfette magiche

 

Tradizioni

Istituire delle tradizioni che si rinnovano ogni anno, è un elemento per me molto importante: aiutano a creare e rendere viva la magia del Natale.

Il calendario dell’avvento

Una di queste è il calendario dell’Avvento e può essere costruito, comprato, realizzato in mille modi diversi in base ai propri gusti e capacità. Noi ne abbiamo due: uno rigorosamente di mio marito (e chi glielo toglie!) e uno del bimbo.

Anche il contenuto può essere vario: io ad esempio cambio ogni anno in base all’età del cucciolo. I primi anni erano mini giochini con cui poteva divertirsi, l’anno scorso erano piccoli raccontini di Toni Wolf, quest’anno ho introdotto anche qualche cioccolatino e così via.

Ne ho anche realizzato uno di biscotti al pumpkin spice: ogni mattina il mio piccolo ha il suo biscotto da sgranocchiare, un vero rito per iniziare bene la giornata!

 

L’albero e il Camino di Babbo Natale

In casa nostra purtroppo non abbiamo un camino da cui far scendere Babbo Natale e così 2 anni fa ho proposto al mio super ingegnoso maritino di lanciarsi nella costruzione di un finto camino da far apparire “magicamente” nel periodo natalizio.

Per la realizzazione occorrono scatoloni di cartone (per intenderci quelli presi al supermercato), carta da parati con fantasia a mattoncino, scotch da pacchi e tanta pazienza e manualità! Ma vi assicuro che il risultato è spettacolare. Unico problema: il grande ingombro di spazio che richiede per riporlo durante il resto dell’anno!

L’albero invece è il frutto di anni di viaggi e di esperienze. A differenza di chi ama cambiare colori e stili, io sono molto tradizionalista: rigorosamente rosso e argento/bianco.

Poi ci sono decorazioni provenienti da tutto il mondo che però scegliamo sempre in stile country/shabby/nordico, prediligendo materiali naturali come ceramica, legno e stoffa, in toni e colori molto soft e pastello, con un tocco decisamente vintage. Non amiamo la plastica e nemmeno il vetro, decisamente troppo delicato.

Ogni anno aggiungiamo qualche pezzetto, così accanto a stelle, cuori e casette troverete anche gnomi del Vermont, fari del Maine, orsi del Canada e renne dalla Svezia, ma sempre nel rispetto dello stile complessivo.

 

La porticina dell’elfo

Anche questa è una tradizione recente a casa nostra: il cucciolo di casa ha un “elfo personale” che lo segue e annota tutto l’anno le cose buone e cattive nel libro bianco e nel libro nero, per un bilancio finale nelle mani di Babbo Natale.

Così, una volta costruito l’albero, appare “magicamente” anche una deliziosa porticina, che ogni mattina “si sposta” in un angolo diverso della casa. Regola ferrea: mai toccare la porta (da cui passa l’elfo Ben)!

 

Elf on the Shelf

Quella della porta dell’Elfo non è altro che la mia personale versione di Elf on the Shelf, l’elfo sulla mensola” , una tradizione squisitamente americana legata alla festa del Ringraziamento e al Natale, e che da poco ha iniziato a prendere piede anche qui da noi.

Si tratta di un’antica leggenda che è stata riproposta nel 2004 in un libro per bambini, The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition. Il testo ha avuto un successo enorme aggiudicandosi innumerevoli premi e riconoscimenti e piazzandosi al numero 1 nella classifica dei libri più venduti negli USA nel 2013.

La storia narra di elfi che, dal giorno del Ringraziamento fino alla vigilia di Natale, si nascondono nelle case dei bambini allo scopo di riferire poi a Babbo Natale tutte le azioni buone o cattive che essi compiono. In questo senso il libro è stato lodato da alcuni per il suo valore educativo, e anche per essere un imbattibile alleato dei genitori durante il periodo natalizio.

La leggenda si colora poi di tanti piccoli dettagli che rendono la presenza dell’elfo in casa divertente e appassionante per i più piccoli: affinché il pupazzetto acquisti la sua magia bisogna dargli un nome, e non bisogna mai toccarlo durante il giorno, periodo in cui resta immobile. È proprio di notte che l’elfo prende vita per riferire a Babbo Natale quello che è successo nella giornata appena trascorsa, e muovendosi in casa può combinare tanti piccoli disastri: così la mattina i bambini potranno trovare le tracce dei pasticci dell’elfo (come cereali rovesciati, il presepe in disordine, le decorazioni dell’albero di Natale gettate in terra) o anche misteriosi messaggi da decifrare.

Nei paesi anglosassoni, dove la tradizione del The Elf on the Shelf ha preso maggiormente piede, i bambini a scuola la mattina si raccontano le prodezze che il loro elfo ha combinato durante la notte, e anche per i genitori è divertente svegliarsi ogni giorno facendo un tour della casa a caccia del silenzioso ospite che si è già nascosto da qualche altra parte dopo il suo viaggio al polo nord.

L’elfo può essere rappresentato da un pupazzetto, oppure alcune mamme lo realizzano con il fai da te. In altri casi ancora l’elfo resta invisibile, sempre nascosto – ma sono ben visibili i pasticci che combina alla notte – e può esserci una porticina attaccata su una parete che gli permette di entrare e uscire durante la notte per recarsi al Polo Nord.

Se poi siete genitori spiritosi e ricchi di inventiva potrete sbizzarrirvi a inscenare situazioni comiche e divertenti. Guardate cosa hanno combinato vari genitori fantasiosi: ovviamente più il bimbo è grandicello per capire l’umorismo e più la cosa si fa divertente!

 

 

Stelline di Natale

Un altro rito di Natale che si faceva a casa mia erano le stelline di Natale.

Dal 1° di Dicembre, ogni mattina, se il giorno prima ero stata brava, appariva una stellina in un punto diverso della casa. Questo significava che gli elfi mi stavano osservando e che tutto procedeva bene. Ma guai se una mattina non trovavo una stella! Anche questa tradizione in fondo è molto simile al concetto di Elf on the Shelf!

 

Villaggio di Natale

Ricordo ancora con emozione i pomeriggi trascorsi con i miei genitori a costruire il presepe: la trepidazione nello scartare le statuine, lo stupore nel riscoprire ogni anno ogni pezzo come se fosse nuovo, la curiosità nel creare ogni volta un angolo nuovo e una nuova ambientazione usando cortecce, muschio e pigne raccolte nelle gioiose passeggiate autunnali e la felicità di acquistare ogni anno un nuovo personaggio o mestiere con cui arricchire il panorama.

Nella nostra famiglia abbiamo sostituito il presepe con un villaggio vittoriano di fine ‘800 ma la magia resta la stessa: scegliere pezzi nuovi, studiare ambientazioni diverse, arricchire il panorama con atmosfere rinnovati. In questo modo il villaggio cresce con il nostro cucciolo e la magia diventa sempre più bella. L’idea ci è venuta visitando la fabbrica originale della Yankee Candle in Massachusetts. Siamo rimasti così affascinati dai villaggi costruiti all’interno che abbiamo deciso di farlo anche noi!

Ma c’è una cosa fondamentale da dire: tutto questo non ha senso se non si vive un clima sereno, se non ci si stanca troppo, se non ci si ritaglia momenti davvero autentici per stare insieme e condividere la magia del Natale!

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